mercoledì 15 luglio 2009

gatti, preveggenza e finalini
Qualcuno fra i presenti all'evento Fratture si è chiesto di cosa volessi parlare con i miei brani sui gatti.
Come in una profezia, il senso si è chiarito senza troppe spiegazioni.
Il vaticanista del TeleGiornaleTerzo - Roberto Balducci - citando stranamente alcuni gatti in relazione alle vacanze del Caronte Benedetto XVI, conclude dicendo che ...ormai ci sono solo quattro gatti che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare ancora le sue parole... (le parole, cioè, di Caronte Benedetto XVI).

Questo - oltre a dirci che sono dotato di transletterate preveggenze - ci fornisce un eccellente insegnamento sul finale di un racconto, o - più propriamente - di un servizietto: mai confondere rasoio con lametta.

Foto:

venerdì 10 luglio 2009

blesoconto di un giovedì 9 luglio



Piove. Dalle 17e30 alle 18e05. Allora non si legge? Sontuoso parallelo di bestemmie per telefono. Smette. Sono le sette; si ribaltano e si asciugano le sedie; si legge.

E si legge più che bene, su interspazi musicali fatti bene. Ringrazio quindi l'intera Unità di Distruzione del Suono.

Presuntuosamente, a fine lettura, dico che è tutt'altro che ordinario trovare tre voci credibili in una serata soltanto. Se pensiamo che qualcuno neanche legge i propri testi, che neanche sa leggerli e delega muse o mignotte di mettere voce per lui, allora posso dire senza alcuna presunzione che tre voci interessanti hanno sbattuto volto e voce sopra un palco per i propri brevi testi. Voci, finalmente, invece di letture tristemente delegate.

Abbiamo insomma deposto un ovetto di letteratura ciascuno.


Voto per l'ovetto: 9emmezzo

martedì 7 luglio 2009

le Sfingi - Parte Seconda

mercoledì 1 luglio 2009

giovedì 9 luglio
Castellarano RE
21,30


mercoledì 24 giugno 2009

c'è crisi dappertutto
(collega con post precedente)

(...) Il consumo di profilattici in Italia è fermo da un decennio, anzi è in calo. Il picco di 115 milioni di pezzi del ‘ 99 non è mai più stato raggiunto ed oggi si vendono poco più di due condom all’anno per ogni adulto (contro 6 milioni di pillole di Viagra all’anno). Siamo uno dei peggiori mercati d’ Europa per i preservativi: chiusa la storica Hatù, ora gli accessori in lattice vengono dalla Malesia o dall’ India (...)

(...) Va sicuramente detto che la diffusione di massa, anche nelle scuole, di pillole e preservativi, come accade in altri Paesi europei non ha diminuito il ricorso all’aborto delle minorenni le cui gravidanze precoci stanno diventando un drammatico problema sociale. (...)

http://www.psicolinea.it/s_a/pillola_del_giorno_dopo.htm

(...) Secondo l`ultima rilevazione statistica sui consumi delle famiglie, condotta dall`Associazione dei contribuenti italiani, il costo medio dei condoms in Italia nell’ultimo dell’anno è cresciuto di un ulteriore 25%, aumentando, in un solo anno, del 50%. Così una confezione da dodici preservativi – denuncia il sito Contribuenti.it - che fino a un anno fa costava 10 euro, oggi raggiunge anche i 15,00 euro. Dalla ricerca emerge che il consumo di preservativi “nel mese di dicembre abbia avuto un decremento medio del 9% con punte record a Napoli, Roma, Torino e Milano, dove le vendite sono crollate del 11,7%“. (...)

http://www.gaywave.it/articolo/crisi-economica-in-calo-la-vendita-dei-preservativi/3546/

venerdì 19 giugno 2009

prima ora: verifica di mate'
ultima ora: comprare goldoni


Come la mettiamo? Insomma, come lo spieghiamo a chi a scuola, una ventina d'anni fa, non aveva neppure le macchine per il caffè? come gli diciamo che fra poco il su' figliolo potrà avere dalla scuola anche i goldoni? (perdonate il familiare; in questa circostanza goldoni rende immensamente meglio di preservativi)
Nel tempo preistorico della ragione, quando le cose erano cose e la ragione era di pochi, pure esistevano quei luoghi deputati di cui ora mi sovviene... come cantilenerebbe un frate Offlaga Disco Pax, la parrocchia faceva la parrocchia, l'auto l'auto, la scuola la scuola...
A quanto pare, invece, il processo di modernizzazione, o di attualizzazione del Paese (chissà rispetto a quale invariabile Stella Polare di riferimento) ci richiede un passettino necessario: installare un distributore di preservativi laggiù in fondo al corridoio, dopo la camera oscura per l'educazione sessuale...

Dunque, a chi serve installare? Certamente serve a chi è rappresentato dentro a quel distributore, quindi a chi commercia coi goldoni.
Ad un piccolo studente col ciuffetto, ad uno che oltre a pigiare l'I-Pod ormai pigia anche i tasti segreti o non troppo segreti di dolci coetanee frangiute, serve davvero un'ennesima rivoluzione forzata?
L'attualizzazione si rivolge alla mistura: al fatto che dovunque tu ti volga abbia chiaro negli occhi che cosa ti serve comprare.
I luoghi deputati (la bottega... l'antiquario... il falegname...), questi miserrimi luoghi non devono esistere più: ossia non più staccati, non più separatamente, ma accorpati in devastanti colorati agglomerati di possibili bisogni.
Lo sappiamo, lo sappiamo, è da decenni che funziona a questo modo. Niente di nuovo in sostanza.
Il progresso scorre anche fra le sponde del "più comodo".
Se mia madre mi chiedesse, ma visto che tanto ti tocca di andarci comunque al liceo, non è che ci compri i goldoni? che stasera il tuo papino mi vorrebbe cucinare un po' la puppa?
Certo mamma, ve li compro.
E magari, se sai fare i tuoi affari, sui goldoni ci puoi fare la crestina.
Meglio che il ciuffo.

lunedì 15 giugno 2009

Il caffè lo prendo nero!


E così, a velocità crescente, rientriamo stabilmente nell'Assurdo. O, meglio, nel troppo reale.
Gaetano Saya, fondatore emerito delle Forze dell'Ordine del nuovo MSI, oltre ad accusare apertamente il Signor Gianfranco Fini di complotto ed eversione contro Sua Eccellenza (parole sue) Silvio Berlusconi, dichiara che sarà costretto a querelare il cattivone che ha osato avviare un'inchiesta sul suo operato. Il cattivone sappiamo dov'è; si trova alla Procura di Milano.
"Apologia di fascismo"? Macché, non scherziamo.
Anche il nostro Ministro dell'Interno rassicura: a parte questi piccoli incidenti di percorso, le ronde hanno lo scopo di proteggere città e cittadini. Ci crediamo. Potremmo non crederci?
L'acciaccato ma pur sempre lucido capomastro del suo partito, il partito del Ministro dell'Interno, è già qualche anno che vuole imbracciare i fucili. Scherza di certo, scherza anche lui, ovviamente.
MSI, fucili, Guardia Nazionale, tutto una burla. C'è crisi, ci dobbiamo divertire.
Discendenti di grandiosi partigiani orgogliosi di un 20perCento abbondante alla Lega.
Si scherza, è per smuovere un po' le coscienze. C'è crisi, ci dobbiamo risvegliare.
80.000 persone (stima la Lega) a Pontida: è per mangiare fra brave persone e parlare al futuro. Sventolare le bandiere porta intorno un'aria nuova. Una Forza Nuova.
Sarà il Sindaco, certo, ad autorizzare ogni sorta di ronda.
Ma già adesso io mi sento più protetto. Più libero.
Quando incontrerò per la mia strada questa Guardia Nazionale che m'illumina d'immenso, offrirò un caffè ad ognuno dei miei bravi protettori.
Macchiato? No, nero.

giovedì 11 giugno 2009

Stanofi 'sta Minchia!


Così vanno le cose.
Servizio sull'Abruzzo che riparte a StudioAperto; si coglie l'esempio davvero esemplare di una Casa Farmaceutica (invece di provare un'intervista a chi ha l'esproprio sui terreni o su chi proprio non riesce a ripartire); siamo positivi, l'Abruzzo riparte! Positivi, d'accordo?
La Casa Farmaceutica in questione è la "Sanofi-Aventis"; StudioAperto scrive invece "Stanofi". Ma che problema c'è? Positivi abbiamo detto, una "T" insignificante in battitura può succedere a chiunque!
Il problema, compagnucci, non è quel trascurabile errorino in battitura.
Il problema è la maniera trasandata di trattare gli argomenti. All'Abruzzo che riparte ovviamente si aggrega un allegro servizio sulla fine della scuola, coi ragazzi che si sciacquano di dosso i loro impegni agli spruzzi assolati di Piazza Castello a Torino (a proposito, eccellente telecamera che stringe sugli 87 metri dell'armonica Torre Littoria), il Meteo (col tempo che sta migliorando finalmente... miserabili coglioni, il livello dell'acqua in alcune regioni d'Italia è del 30 o 40% al di sotto di quello di dieci anni fa), Cristiano Ronaldo che passa anche lui al Real), e avanti così, positivi d'accordo? ogni cosa d'altronde riparte.
Stanofi 'sta minchia, compagni.

martedì 9 giugno 2009

le Sfingi - Parte Prima


Bisogna precorrere i tempi. 

Senza troppi formalismi, come James Joyce o (più vicini) Giuseppe Gioacchino Belli. Essere profetici, ispirati, come Whitman o Rimbaud.

O provare almeno ad essere eccellenti, impeccabili e puliti, proprio come Capezzone. 

Biografia già importante, quella del grazioso radicale fanciullino; cambi di rotta, perciò, ancor più disarmanti del comune; non ci si aspetta, da un precursore così, che dichiari Sandro Bondi irrinunciabile figura della nostra prima classe popòlitica.

I tempi, più che precorrerli, è meglio invertirli. Bisogna sapersi mutare. 

Non c'è ragione d'altronde di stare saldati su stolidi camminamenti di ferro. Anche il proverbio ci viene in aiuto... i fessi soltanto non cambiano idea... 

Lode dunque a Capezzone. "Capezzone, il coraggio di cambiare!" - ci direbbe un manifesto dall'immagine pulita; si saprebbe cosa farci insomma. 

C'è bisogno di chiarezza. Le sottigliezze, le sfumature, quelle cose che non hanno più importanza o non ne hanno mai avuta, parole disgreganti ed onerose come etica o morale, mettiamole da parte santodio, non si possono sentire! C'è bisogno di chiarezza e di unità, semplifichiamo, pigliamo la livella e poi pialliamo tutto quanto.

Poi, per dare un'idea di schiettezza e di contatto rinnovato con la gente, ributtiamoci sul sano e sul robusto randellare dei dialetti.

In questo caso, direi, niente di più sano e più robusto del proverbio... dar via il culo per 'na c'resa... (per una ciliegia, sempre se riporto correttamente il dialetto)

Come disse Diliberto sulla soglia del burrone: dobbiamo ripartire (pausa, dito pollice a indicare il Comunismo) dai vecchi simboli...



















(Daniele Capezzone prima e dopo il trattamento)

lunedì 1 giugno 2009

i bambini della LIDL ma non solo


Ma perché ti meravigli - obietterete prima ancora che dia stura a questo post - delle cose che nessuno nota più? D'accordo, il vascello del contemporaneo - dicevi - non può intrinsecamente riguardarti; però l'impressione è che tu sia in ritardo sul mondo, mio caro.
Ora: l'avevamo già notato tutti quanti; anzi, tutti quanti ormai lo abbiamo assimilato e reso parte di un processo digestivo ben più ampio e collettivo.
Tuttavia questi bambini utilizzati dalla LIDL nelle sue pubblicità televisive più recenti m'imbirriscono parecchio.
Lo sapevamo, direte, lo sapevamo ben prima di te. Noi leggiamo i quotidiani, e leggiamo - per esempio - le piacevoli inchiostrate in allegato ai quotidiani. Leggiamo, ad esempio, proprio per citarne una, La Repubblica delle Donne. E lo sappiamo, mio caro, che ci sono trenta pagine, o quaranta addirittura, (contatele voi, ve ne prego) di inchiostrate sui bambini. (soprattutto abbigliamento; il dovere di una madre non è forse di vestire con perizia i propri figli?)
Insomma, sappiamo già tutto. Non sei altro che una mosca nell'orecchio.
Tra l'altro i bambini li stiamo impiegando per tutto, perché allora per la LIDL non dovremmo?

Il Retrogrado risponde:

il fatto, miei cari, è che qui non c'è più un pannolino; non c'è l'OrzoBimbo o la Kinder; non c'è più, sostanzialmente, un singolo prodotto da affidare a dolci visi di sei anni o culettini tutti pieghe di otto mesi. Qui c'è l'intero carrello.

Sistema ingegnoso: sappiamo, sappiamo mio caro.

Come funziona? Semplice mio caro:

a) Mamma dice a Bimbo di guardare nello schermo

b) Guarda, dice Mamma, in TV c'è un piscialetto come te!

c) Bimbo guarda e si interessa (quanti colori... ridono Mamma!)

d) Assorbimento da parte di Bimbo

e) Attesa di Bimbo per futuro passaggio pubblicitario

f) Altra strisciata pubblicitaria

g) Bimbo riconosce piscialetto-come-lui

h) Bimbo chiede a Mamma garanzie (Mamma, ci andiamo anche noi alla LIDL?)

i) Mamma (mentre combatte su almeno tre fronti di casa): Sì, ci andiamo, ci andiamo.

L)IDL ha vinto.


Che vinceva - direte - lo sapevamo di già, caro mio...

http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/30/Lezione_Lidl_crisi_porta_gioia_ce_0_090330074.shtml

mercoledì 27 maggio 2009

pre-campagna anti-abbandono 

Premesso che:

per sua natura intrinseca il mio notemarginali si autoammutina al di fuori del vascello del contemporaneo;

che l'essere contemporanei non può che snervare;

che non si può essere contemporanei, vista ed accertata la brevissima scansione temporale di ogni evento del pianeta;


notemarginali dichiara che:


a) nello spazio di un mese terrestre o due mesi lunari (che all'incirca corrispondono ai terrestri, ma possiamo anche mentire su nozioni che non danno da mangiare all'uomo-belva) passeranno il primo spot della stagione sui cagnetti abbandonati;


b) nello spazio di tre mesi, terrestri o lunari, un TeleGiornale su due ci darà una "notizia emotiva" sui cani; questa notizia sarà strutturata come segue:

                  

Charlie adesso ride alle carezze dei suoi nuovi proprietari -

Charlie è stato un cane molto triste per almeno quattro mesi - 

tanto si è protratto il suo dolore nel canile, o nel canile-lager, di  Sanfrediano a Mare - 

attorno a metà luglio, un Ispettore della Polizia Canina di Renania Vacanziera si è imbattuto in quest'orribile canile - 

intervento congiunto di più Forze dell'Ordine/canile-lager sgombrato/servizi fotografici durante lo sgombero -

cani ricollocati in un altro canile, a Sanfrediano Focemorta - 

sviluppo amore visivo tra Charlie cane ed Ispettore della Polizia Canina di Renania Vacanziera - 

Charlie ricollocato con molti riguardi nell'appartamento del nostro Ispettore -

Charlie ride di nuovo felice; 


notemarginali dichiara inoltre che:


c) nello spazio a noi più astruso, a sette chilometri almeno da Zeta Reticuli, squadre di baseball di alieni ci osservano mazza ferrata alla mano, chiedendosi curiosi che stracazzo di notizie ci facciamo normalmente incapsulare fra le chiappe

sabato 16 maggio 2009

una gallina strozzata alla porta di casa
Problema (semmai si decide di considerarlo un problema):
Case Editrici che mandano in stampa stronzate.

Risoluzione: non pubblicatene più.
(troppo facile, direte, o meglio antieconomico; e poi approfondisci, altrimenti perché posti?)
Postiamo.

C'è una ragazza né bella né brutta, né simpatica né odiosa, che scrive di cose furbesche; ammicca, la ragazza; non è poi così tagliente ma ci prova; si documenta, spazia da una Rete all'altra, è la Salgari dell'amore macinato e macinato ormai quarantamila volte (lode comunque a Salgari, non ti ho mai letto ma apprezzo il coraggio).

Questa ragazza ha una scrittura, diremo, leggera, una scrittura per tutti.
Chiaro che per sua stessa ammissione si senta arrivata soltanto a metà; ci sono altre immonde stronzate da scrivere senza autocritica alcuna, miei cari, è così.
Questa scrittura leggera è più leggera di De Carlo; questa scrittura è più leggera dell'elio; leggi qualcosa del libro di questa ragazza e la pagina sfuma, o - diremo - si dissolve senza un briciolo di suono. Raro, oh raro esempio di scrittura ipereterea!

Il problema - siamo chiari - non è che la ragazza scriva come una bambina, quasi come da licenza elementare, insaccando scarti e scarti di associated words già dette e già sentite quattrocentomila volte; il problema è che Qualcuno la incoraggia. (e che qualcuno la compra, ma qui si aprirebbe un capitolo odioso, e io da immolare non ho così tante galline)
Il problema è che c'è un Editore, o un Editor, o un delinquente comune arrestato per furto con scasso di cazzi da slitta, che le dice di allargare, di scrivere ancora, di imbastire impalcature attorno ad un palazzo vuoto; facci un romanzo, le dice, così lo vendiamo.

Copertina con richiami dreaming robba, lo vendiamo mia bambina perspicace, ne vendiamo due ristampe e tre cartoni.

Allora, se le cose vanno proprio a questo modo, risolviamo:

- prendete una gallina
- strozzatela
- andate alla porta di casa di queste persone (alla porta di Ragazza Perspicace non ci andate, non vi servirebbe a niente)
- lasciate la gallina sul tappeto o lo zerbino, o sul nudo pavimento
- aspettate almeno una mezza giornata, alla debita distanza degli osservatori ONU
- scrivete da un internet point egiziano un dilagante post d'accusa contro un rapimento alieno non censito; citate la famosa Convenzione di Ginevra, a sproposito
- tornate pure a casa a masturbarvi

- strozzate a piacimento altre galline
- servitele ghiacce

martedì 12 maggio 2009

Capri e Cavoli

Da oggi, anzi già da qualche giorno, trovate sul blog di Scuola Omero il frutto dei miei giorni nella biancazzurra Capri: un racconto epistolare, scritto a quattro mani ed oltre, con la dolce Signorina Salamone Antonellina di Trinacria (un piacere creare con Lei, Signorina).
Un uomo e la sua casa che si scrivono; leggete miei cari, è carino.
Oltre al link del blog di Omero, un'altra significante foto suina, contemporanea, così, per gradire.
-


sabato 2 maggio 2009

febbre suina


Non ho niente a che spartire con i porci, non ci voglio più parlare, il loro timbro mi impressiona e non mi fa dormire attento.
Mamma scrofa ne produce vagonate, di porcetti saporiti, per la fame dei maiali ben più grassi e puzzolenti- i nostri amici ventri umani. Io non voglio più parlare con nessuno.
Maleodoranti scranni sinistri, maleodoranti veline destrorse, non ci voglio più parlare.
Il commesso dell'OBI ride dietro librerie di melammina e cartoncino, non ci voglio più parlare.
Amore che vieni/Amore che vai - non ne voglio più parlare.
Case farmaceutiche e vaccini, deplorevoli cerotti antiproiettile e pastiglie color porco appena nato, chi ne vuole più parlare?
Messico vieni e Messico vai, grandi western assolati sul confine, TG5 senza allarmi.
L'Ospedale di Sassuolo mi preleva tanto sangue e mi fa male, e mi viene il braccio rosso. Perché l'infermiera quel giorno non era in vena. Ci vorrei proprio parlare.
TG1: devo ascoltarti davvero? Dico, vuoi per caso l'altro braccio?
Dolce nuotare nel lago salato dell'informazione.. Porco che vieni/Poco che vai..
Vai, vai. Dovesse sbocciarmi 38 di febbre ti cedo 2 punti di PIL.

lunedì 27 aprile 2009

Capri Kaputt Mundi
Per noi che siamo gente di pianura/navigatori esperti di città, Capri è certamente un'assoluta dissonanza.
Scalinate esistenziali, alberi barbuti sulle ville, mare nel porto che sbatte nei buchi e rimbomba, quasi come un materasso sculacciato per poterlo rinfrescare; case bianche dentro e fuori, sui terrazzi pergolati e poche crepe; crepe comunque ben fatte, tutt'altro che tristi; niente intonaco scrostato a inorridirti, nessuna idea di guasto.
Rocce gemellate con radici: crolleranno verso il mare prima o dopo, ma quel dopo è molto oltre quel che ho in mente di campare.
Su, dentro i vicoli, odore di cose più ferme del mare: niente di sgradevole, una decomposizione a lungo raggio, impercettibile, lontana.
Topi sui fili e lumache sui muri; cani noti sul giornale; due pagine di storia e foto grandi su via Krupp.
... il battello beccheggia su e giù... VoceMetallo, Uniti...
Barche che lasciano il porto miei cari, friggitoria di motori... persone verso i moli, forse verso terreferme... Napoli Porto, Napoli Treni Centrali... Modena alle nove-novemmezza...
Torniamo, adieu mon amour, adieu kaputt mundi of my last sunny days...
Ci ameremo in altri porti, porteremo fiori a tutti, ci ameremo in altri porti. Uniti.

venerdì 17 aprile 2009

Venga il Tuo Regno/Sia fatta la Tua Volontà

video

from YouReporter.it

martedì 14 aprile 2009

Workshop in Kapri
Siamo lieti di annunciare un'altra notamarginale:

si tratta, appunto, di un workshop in Capri, dal 22 al 25 aprile, nell'ambito del Capri Art Film Festival, che ha come tema la diversità.
Ci siamo guadagnati questo workshop grazie a un pezzo in prosa versica, dal titolo "Il piede".
Verrà a suo tempo un blesoconto surreale, e tutt'altro che dettagliato, sui miei giorni unsassolesi.
.

http://www.capriartfilmfestival.com/index.html

giovedì 9 aprile 2009

post moderno


Questo è un post moderno, lunettato proprio come un palazzone color senape-che-ride di Ricardo Bofill. Quindi questo post, anche questo post, non serve a nulla.

Ma noi ( ) non ci inganniamo su questo processo esemplare di liquidazione. Noi ( ) sappiamo che anche cose straordinariamente vane (vedi ad esempio lunettatura/palazzo/Bofil) possono, in un fondo-delle-cose-che-ricordi, diventare incrostazioni di memoria verso l'utile.
Io vorrei collezionare chiavi inglesi dal 38 al 41, e senz'altro lo farei se avessi gusto per le chiavi; poi c'è chi colleziona chiavi inglesi senza gusto. Per quale ragione, direte? Perché (rispondiamo) il collezionista di chiavi ha questa riposta speranza, che un giorno inizi un forum nazionale sulla chiave di 40, e lì sarebbe un personaggio a cui guardare.
Io mi voglio settorializzare. Sbagliare cordialmente sulle date dei sumeri ed azzeccare l'ora in cui Ricardo Bofil si è votato al postmoderno.
Dimenticarmi qualcosa di apparentemente importante, tipo allacciarsi le scarpe, una nozione senza cui saremmo tutti quanti vivi e più strapposi. Possiamo abolire il concetto di laccio-da-scarpe? Certo, aboliamolo allora.
Poi ci settorializziamo: studiamo quando è nato l'Abolito - il laccio da scarpe; studiamo la sua storia, il suo processo evolutivo, i colori correnti.
Una sera, una bella ragazza magrina ci si accosterà; chiederà dei nostri lacci, perché non li abbiamo. "Io (diremo) non porto più i lacci. Ma lo sai (aggiungeremo) che negli anni dell'America rombante i lacci erano fatti... " e poi continueremo, affabuleremo, spiegheremo i nostri lacci fino al punto di passaggio; daremo un passaggio a lei, una bella ragazza magrina, che non capisce una minchia.

giovedì 2 aprile 2009

.. a cui dovrei essere,
per un'altra lettura
mnemonica fallace
di Cafè Hadid..

martedì 31 marzo 2009

concorso internazionale "cascina macondo"

Cari oh miei discepoli più o meno immaginari,

vi invito a votare votare votare
i miei disincantati HAIKU
per il concorso Cascina Macondo;
per votare è sufficiente registrarsi al sito Cascina Macondo,
una formalità di due soli minuti;
al link sottostante trovate già i tre haiku

- aloha



lunedì 30 marzo 2009

blesoconto di un sabato 28 marzo

Todo biene darling – dice il porco appena prima del macello, ma le cose a volte vanno molto bene, il porco adora essere preso e si macella lui da sé per l’adorata umanità. Insomma, sono un briciolo bizzarre queste limpide serate a fine marzo, infatti questa sera s’è piovuto un pochettino, è stato meglio.
Ma piuttosto ieri il porco si è donato con favore inusitato, nient’affatto marginale; l’odore di porco affettato ha riempito le sale del Bar Acquarello, un esemplare ooooh sacrificale si è diffuso strada a strada per Marano sul Panaro, a tutti quanti è parso proprio eccezionale, allora molte altre tigelle con il porco ed un campari, ed ogni cosa si risolve.
esulando dalla gravità si è spalmata come lardo, credo, su ogni spigolo portante.

Io non ne sono sicuro soltanto perché c’ero sopra.
Si rifarà, se i MilaServeAiTavoli vorranno, e se il porco vorrà, ma il porco vuole, vuole sempre, obiezioni non ne ha perché anche lui c’è proprio sopra.
Todo biene darling – dirà il porco sorridente, e noi (cioè io) faremo un altro blesoconto assai fuorviante e senza senso su una perfida lettura-preghierina che si assimila soltanto con tigelle alla mostarda e quell’ignobile Corona che qualcuno chiama birra.

Voto della partecipazione: 9emmezzo

venerdì 27 marzo 2009

lettura - "esulando dalla gravità"
Così, sabato sera 28 marzo, a Marano sul Panaro, che è oltre Vignola e che quindi è già oltre l'Ignoto, il sottoscritto leggerà un nuovo pezzo di poesia religiosa - "esulando dalla gravità" - inserendosi a sorpresa, sbucando da un angolo acuto e rovesciandosi sul palco durante il concerto dei cari MilaServeAiTavoli, in un momento all'incirca stabilito.
Leggete questo link, ci sono le tigelle.

giovedì 19 marzo 2009

sabbotare/sovvertire
Ma qui, nello spigolo di piazza provinciale che è il mio notemarginali, non si vuole certamente sovvertire il già ampiamente sovvertito.
Nessun punto uno e nessun punto due (vedi spezzone Guzzanti qui sotto). E ci toglieremo i cappucci fra poco, per poi rioscurarci nell'anonimato pacifico e buono.
Esulando dal linguaggio-propaganda, dalle eccelse associazioni degli eccelsi giornalisti della carta e della posa (esempio odierno i "cani-killer"; se non altro la parola più abusata del periodo - "branco" - viene ricondotta in queste amare e stralunate circostanze alla sua origine semantica), vorrei dire che c'è ancora qualche cosa che rinsalda la parola.
Qualcosa di importato, di breve, di schietto. Haiku.
Con tutte le sue raffinate varianti e propaggini, forse con qualche espediente sillabico astruso, materia comunque invitante, poiché nei tre soli versi dell'haiku (5-7-5 sillabe) si condensano i significati e le semplicità, nonché - mi ripeto - una straordinaria tecnica compositiva.
Tecnica che a tratti può sembrare strascicata, banale, ma che invita ad uno sguardo un po' più lento, e tuttavia veloce, sulle cose e le creature circostanti.
Vi invito a leggere, sul sito di Cascina Macondo, il manifesto italiano della composizione haiku.
I punti in cui si spiega cos'è un haiku, e soprattutto a quale spirito risponde, sono assai chiarificanti.
In più, registrandovi al sito, ammollando nella Rete qualche altro vostro dato sensibile, potete votare una miriade di haiku ammessi al Concorso Internazionale 2009, farvi un'idea degli stili e votare (mi autoreferenzializzo) anche tre miei haiku in concorso.

venerdì 13 marzo 2009

i veri precursori...

lunedì 9 marzo 2009

i precursori...